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A pochi chilometri da Soriano: LA FAGGETA

CENNI STORICI: Gli storici romani ci hanno lasciato diverse testimonianze sulle fasi di conquista del territorio etrusco da parte delle legioni romane: assai suggestivo è il racconto di Tito Livio riguardo all'impenetrabilità della "Silva Cimina", la foresta che copriva le pendici vulcaniche dei Monti Cimini e che fermò a lungo le legioni di Quinto Fabio Rulliano alla fine del IV secolo avanti Cristo.

Gran parte dei secolari boschi che ricoprivano queste alture si è oggi conservata, contribuendo ad arricchire il patrimonio forestale della Tuscia viterbese.
L'aspetto della Faggeta con i suoi grandi massi tondeggianti è legata all'attività vulcanica di  un milione e trecentocinquantamila anni fa. Il periodo attivo dei vulcani cimini ha lasciato nelle valli il "peperino tipico del viterbese", utilizzato sin dall'antichità per l'edilizia, ancora oggi coltivato in numerose cave a cielo aperto nei dintorni di Vitorchiano.  Le formazione visibili vulcaniche visibili nella Faggeta, sono i "domi" ammassi di magma molto viscoso che si presentano come delle piccole alture coniche con grossi massi tondeggianti sulla cima.

La Faggeta del Monte Cimino, circa 60 ettari ricoperti da una foresta di faggio il cui folto manto impedisce spesso la crescita di arbusti, rappresenta un Biotopo di grande valore naturalistico. La poca luce solare che riesce a penetrare la folta chioma dei faggi permette ad un notevole numero di cespugli che in primavera con i loro splendidi fiori rivestono il sottobosco di colori e di vita. Dai 1053 metri della cima, la foresta di faggio (Fagus sylvatica) scendendo di quota, tra i 950 ed i 600 metri, si mescola a castagni, cerri, carpini neri e bianchi, riveste di un fitto manto il Monte Palanzana (802 metri), il Monte Fogliano (965 metri).

La ricchezza della flora e la difesa dell'ambiente, ha favorito la presenza di animali selvatici. Tra i mammiferi protetti dalla caccia, vive la lepre, il cinghiale, il riccio, il ghiro e lo schivo gatto selvatico. Nelle faggete si sente il martellio dei picchi verde e rosso e si può osservare il silenzioso volo di diversi rapaci diurni di piccole dimensioni, adattatisi alla caccia veloce tra gli alberi come lo sparviere e l'astore. Nella Faggeta del Cimino nidifica la poiana e nelle pareti di roccia vulcanica il gheppio, con i rapaci notturni, il gufo comune, l'assiolo, il barbagianni, la civetta e l'allocco.

CURIOSITA’: Nella Faggeta c'è un grande macigno ovoidale che si regge in bilico, da secoli, su una stretta base di appoggio, detto "sasso menicante" (o "naticarello") tanto che è sufficiente far leva con un bastone per farlo oscillare sensibilmente. Già Plinio il Vecchio lo definì un «miracolo della natura», mentre per Varrone era "totius mundi portentum".


A 11 km da Soriano nel Cimino: BOMARZO

Bomarzo possiede un'opera unica nel suo genere al mondo: "La Villa delle Meraviglie". Nei giardini delle ville laziali troverete degli elementi simili, ma prototipo di questi giardini é il "Sacro Bosco di Bomarzo". Lo volle il principe Pier Francesco Orsini (1523-1585) detto Vicino "sol per sfogare il core" rotto per la morte della moglie Giulia Farnese, ma lo ideò quel grande architetto che fu Pirro Ligorio, colui che dopo la morte di Michelangelo fu chiamato a lavorare in San Pietro. Senza che l'Orsini ed il Ligorio se lo immaginassero ne uscì un capolavoro che dura nel tempo, e che la fantasia popolare ribattezzò come PARCO DEI MOSTRI.

Le sculture vennero scavate nei mastodontici blocchi di peperino che un po' dappertutto si trovano nella valle e così dai massi prendono vita animali giganteschi, eroi omerici o semplici sirene o dee romane. Vennero costruite case pendenti come il mausoleo funebre di Giulia Farnese.Entrando in questo luogo, sarete accolti dai versi incisi sotto le due Sfingi. Passerete poi di sorpresa in sorpresa per l'improvviso apparire di animali e figure di pietra. L'elefante che sta per uccidere un guerriero, la lotta tra Draghi, l'Orco, la Bella addormentata nel bosco, Ercole che squarcia Caco, Orsi in agguato, animale a tre teste, Nettuno sull'alto di una vasca, Sirene ed altre figure interessanti, ed infine sopra la testa di un Orco, il Mappamondo con sovrastante in miniatura il Castello Orsini a significare la potenza del Casato. Il tutto risale al XVI secolo (1552) epoca in cui si sviluppava un ideale di vita fra il Principesco e il Cortigiano. Dopo la morte di Vicino Orsini nessuno si curò più di questo gioiello di arte manieristica che dopo secoli di abbandono é stato salvato dal solito oblio e restaurato per la gioia di intellettuali e scrittori, artisti e turisti che vengono da tutto il mondo per ammirare questo museo all'aperto.

Il parco è aperto tutti i giorni dell'anno con orario continuato:
08:30 – 19:00 (dal 01/04 al 31/10)
08:30 – fino al tramonto ( dal 01/11 al 31/03)

l'ingresso è a pagamento con le seguenti tariffe:

  • SINGOLO € 10,00
  • BAMBINI da 4 a 13 anni € 8,00
  • GRUPPI per un minimo di 30 persone € 8,00 ( con lettera Ente Promotore) ed una gratuità.
  • SCUOLE € 6,00 ( con lettera della scuola) ed una gratuità ogni 15 persone.

Il Sito Ufficiale del Parco - BOMARZO.NET


A 40 km da Soriano nel Cimino: CIVITA DI BAGNOREGIO - LA CITTA' CHE MUORE

Il meraviglioso borgo di Civita di Bagnoregio è un piccolissimo centro dove il tempo sembra essersi fermato e dove si può giungere soltanto a piedi, percorrendo un ponte in cemento armato realizzato a vantaggio dei pochi cittadini rimasti e dei turisti che la visitano da tutto il mondo.E' situato a circa 1 Km da Bagnoregio,da dove bisogna passare per arrivare al borgo,ed è visitabile sempre e gratuitamente.

La celebre Civita di Bagnoregio sorge su un terreno molto precario: situata su una platea tufacea, rischia il crollo perché i vasti banchi d'argilla che la sorreggono sono soggetti a continua erosione. Ne sono testimonianza i maestosi "calanchi", in parte ricoperti da una povera vegetazione, che si estendono per chilometri e che al tramonto danno all'intero paesaggio un aspetto lunare. Dalla Rupe orientale di Civita di Bagnoregio si può ammirare lo stupendo spettacolo dei "Ponticelli": enormi muraglioni naturali in argilla, ultima traccia di un processo erosivo iniziato migliaia di anni fa e non ancora cessato (uno studio condotto sulla velocità di arretramento dei bordi dei calanchi ha rilevato un'erosione media di circa 7 centimetri/anno).

Così Civita appare quasi come un'isola di tufo rosso nel mare delle bianche argille dei calanchi. Il suggestivo borgo medievale, noto in tutto il mondo come "la città che muore" per il progressivo crollo delle pareti perimetrali ed il conseguente abbandono da parte della popolazione nel corso degli ultimi secoli, è raggiungibile attraverso un lungo ponte e l'atmosfera che si respira al suo interno è veramente surreale ed indimenticabile.

Il presepe Vivente è una delle manifestazioni più suggestive di Civita che si svolge nel periodo natalizio fino alla Befana. Oltre 50 figuranti in costume dell'epoca rappresentano la natività di Gesù Cristo.

La manifestazione inizia dalle ore 17,00 e termina alle ore 19,00 nei seguenti giorni:
26 dicembre
1 gennaio
6 gennaio

 


 

A 12 km da Soriano nel Cimino.....VILLA LANTE A BAGNAIA

Villa Lante è una delle maggiori realizzazioni del Cinquecento italiano, edificata originariamente come sede del Vescovo di Viterbo dal Cardinale Riario. Da ricordare in modo particolare la Fontana dei Mori del Giambologna, le due palazzine (Gambara e Montalto) e uno spettacolare sistema di fontane e giochi d’acqua oltre a un bel parco boschivo. Tutta la Villa (tra giardino all'italiana e parco) occupa la superficie di 22 ettari.
La straordinaria particolarità di Villa Lante è insita nella predominanza del giardino rispetto all'opera architettonica infatti la residenza si sdoppia in due piccoli edifici gemelli (anche se costruiti in tempi diversi) simmetrici rispetto all'asse centrale del giardino che domina l'intera composizione attraverso il percorso d'acqua.

 

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